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Walking: Passeggiata di salute

fare walkingSemplice, pratica, economica, la camminata a passo veloce gli americani la chiamano “walking”: è un mezzo ideale per guadagnare in salute e anche per perdere grasso

All’ombra di un parco, ma anche sulla riva del mare, nel fitto di un bosco alpino, tra i viali a ghiaia di un giardino o sui marciapiedi di un centro storico: fare “walking”, ovvero camminare per sport, è un’attività ideale da fare all’aperto, in piena libertà, quando e dove se ne ha voglia. Un esercito di ex sedentari e di sportivi di ritorno che ha ritrovato benessere psico-fisico ed entusiasmo muscolare attraverso il movimento più semplice che ci sia: camminare.

Certo, fare walking è diverso dal semplice passeggio: per intensità di sforzo, per stile, per mentalità applicata. Ma per quanto si possano variare falcata o movimento delle braccia, mettersi a fare walking rimane una delle attività più facili, comode e immediate da praticare. Fare walking vuoi dire camminare a passo spedito con il preciso scopo di camminare, non di correre. È un esercizio simile ma diverso sia rispetto al trekking (che prevede escursioni di una certa durata e difficoltà da praticare in ambienti naturali e dove è fondamentale l’aspetto turistico e la meta da raggiungere), sia rispetto alla marcia (disciplina olimpica piuttosto tecnica e difficile da praticare, i cui requisiti essenziali sono una buona mobilità articolare e una grande resistenza)”.

Tanti e molto diversi i terreni su cui lasciare la propria impronta, terreni che influenzano in maniera sensibile il modo di camminare e i suoi effetti.  Al mare, per esempio, è meglio lasciar perdere la sabbia asciutta: si consuma qualche caloria in più per far fronte a un terreno anelastico che non restituisce spinta ma, chilometro dopo chilometro, si accumulano microtraumi a carico di tendini, legamenti, articolazioni e muscoli, meglio fare walking sulla battigia, dove il terreno è più compatto, e decisamente meglio è calzare un paio di scarpe da walking, magari vecchie, in modo da facilitare l’appoggio e da evitare le abrasioni che la sabbia procura a lungo andare sulla cute dei piedi.  In campagna è meglio non avventurarsi su sentieri troppo sconnessi, pieni di buche e insidie e attenzione anche a non avvicinarsi troppo a ville e fattorie per non ritrovarsi ad accelerare il ritmo sotto lo stimolo incalzante di un cane da guardia. In montagna sono da preferire, specie per i neofiti, itinerari senza troppi dislivelli: salite e discese stancano di più e mettono soprattutto le seconde, a dura prova. In città la migliore scelta è data da parchi, giardini, piste ciclabili o centri storici chiusi al traffico: camminare a buon ritmo su una strada zeppa di auto vuol dire moltiplicare i veleni che si portano dentro ai polmoni. Esistono sport che fanno consumare più calorie del walking. Ciononostante camminare è una tra le attività più consigliate da dietologi e medici dello sport alle persone in lotta con i chili di troppo.

 

Ma quanto si consuma?

Come si può vedere dai dati presentati in tabella, le calorie che si “bruciano” con il walking sono direttamente correlate alla velocità: se è bassa (4 km/h) si superano appena le 200 calo-rie in un’ora, ma si arriva tra le 400 e le 560 nel caso si riesca ad avere un’andatura di 7-8 km/h.

Velocità                                   Calorie consumate in un’ora

4 km/h                                              210

5 km/h                                               262

6 km/h                                               315

7 km/h

8 km/h                                               560

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